Novembre 2, 2009...1:13 pm

La Svizzera si sente braccata da Tremonti

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Dopo l’approvazione dello scudo fiscale e delle ultime perquisizioni della Guardia di Finanza in 76 filiali di banche svizzere,il paese elvetico si sente chiaramente sotto tiro,in un periodo di vacche magre come questo razzolare un pò di miliardi freschi per le disastrate casse italiane è positivo.Il problema è più ampio quando si viene a sapere che nella sola piazza finanziaria ticinese ci siano circa 600 miliardi di euro che potrebbero essere prosciugati in poco tempo,arrecando danni di non poca rilevanza all’economia del catone di lingua Italiana.Il Presidente della Conferedazione Merz ha dichiarato di non volere chinare la testa alle grandi nazioni e pretende rispetto.La pressione della GDF nei confini italo-svizzeri sta aumentando,speciali furgoni muniti di telecamere sono stati piazzati per leggere le targhe;il comune di Chiasso ha dato ordine ai cittadini di avvertire un eventuale presenza di agenti del Fisco Italiano in territorio elvetico.

La Svizzera non si era mai sentita così braccata,e questa situazione fa capire la difficile situazione economica che sta attraversando l’Italia,il debito pubblico è aumentato e Tremonti è accerchiato da quasi tutti i ministeri muniti di portafoglio,dallo Sviluppo Economico ai Trasporti,insomma c’e bisogno di denaro e anche tanto.

Secondo le stime dei palazzi romani lo scudo fiscale potrebbe iniettare nell’economia italiana circa 300 miliardi di euro, direttamente nelle casse dello Stato 5 o 6 miliardi di euro.Questa misura si può considerare “Una Tantum” e non di certo di lungo respiro,e questo mi fa pensare quanto la nostra situazione sia grave.

Berlusconi deve rendersi conto che continuare a parlare di riforma della giustizia in un periodo di crisi economica come questa è assurdo e controproducente,la priorità è concentrarsi su come risolvere i problemi dell’economia italiana inziando a programmare delle riforme strutturali ormai rimandate da decenni,il tempo degli spot è finito,i finiani sono pronti al ribaltone e una possibile condanna al processo Mills potrebbe rendere instabile il panorama politico italiano.La gente vuole riforme economiche,vuole lavoro,e con il tempo si stuferà di questa guerra con la magistratura e Fini ne è consapevole.

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