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Archive for dicembre 2009

Quello che è successo ieri a Milano è un precedente molto pericoloso per la tenuta del tessuto sociale italiano,sempre molto instabile politicamente.

L’Italia ha vissuto già i difficili anni di piombo e la cosiddetta “strategia della tensione” e fatti come quelli di eri rischiano di alimentare un focolaio già molto ampio,la contrapposiozione tra berlusconiani e non può sicuramente radicalizzarsi pericolosamente.Vivendo in un decennio dove la comunicazione avviene ormai nella rete in modo instantaneo non è difficile notare frasi di odio e di violenza che possono aizzare gli animi anche nelle piazze e nelle città,quindi nella vita reale.

Difficile è capire certi dirigenti di sinistra come la Bindi o Di Pietro che godono di un gesto folle compiuto da un  “ominide decerebrato“,il bello che tutto ciò andrà a favore di Berlusconi radicalizzando ancora di più il suo sostegno.

Spero vivamente che il clima si rassereni il più presto possibile,ma penso che questo episodio avrà strascichi nel futuro.

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Ormai la situzione per il Cavaliere si mette difficile pur avendo la più grande maggioranza parlamentare dopo la prima guerra mondiale,la pressione  giusta o non giusta che sia da parte della magistratura sta facendo saltare i nervi al numero uno di Palazzo Chigi.

L’attacco agli organi di garanzia come la Corte Costituzionale o il Capo dello Stato sono esagerati e ci fanno capire quanto sia delicata la situazione in questo momento.E’ inutile essere ipocriti,tutti sanno che una parte della magistratura abbia grosse correnti “rosse”che in un certo senso si “dilettano” a fare politica,ma perdere la fiducia verso la giustizia sarebbe perdere la fiducia verso tutto il sistema democratico italiano,sudato e voluto dai nostri padri costituenti.

Berlusconi dovrebbe giocare d’astuzia e lanciare meno esilaranti proclami che creano solo scompiglio nella vita politica e quindi nella cosa pubblica distogliendo l’attenzione verso i veri problemi dell’Italia,ovvero il progresso del paese in termini economici e sociali.

Al congresso del PPE il premier ha attaccato duramente gli organi di garanzia lasciando un pò stupefatti i suoi colleghi europei non abiutuati allo scompiglio quotidiano di un paese come l’Italia.Sono convinto che certi problemi non debbano essere discussi in sede europea ma debbano rimanere in Italia,si rischia solo di danneggiare l’immagine del nostro paese.In questa fase del percorso politico italiano sono daccordo con Gianfranco Fini quando cerca di frenare certi attacchi esagerati alle istuzioni,anche se su altri temi caldi come l’ immigrazione mi trova totalmente in disaccordo.

Per quanto riguarda le dichiarazioni del pentito mafioso Spatuzza aspetterei a dare dei giudizi,sarà la magistratura a fare il suo lavoro e potremo così elaborare delle osservazioni.

E’ importante però guardare i fatti,ovvero il contrasto alle mafie attuato da questo governo,la più ardua e più audace repressione mai fatta dopo il Fascismo.

Ecco un pò di dati :

21 dei 30 latitanti più pericolosi sono ora in carcere.

Sono stati inoltre arrestati 299 latitanti (+83%), confiscati 2.942 beni per un valore di 1,8 miliardi di euro (+328%), mentre i beni sequestrati sono stati oltre 11 mila, per un valore di 6,2 miliardi di euro (+71%). I comuni sciolti per infiltrazioni mafiose sono stati tredici: manca all’appello quello di Fondi, richiesto dal ministro Maroni, ma scongiurato con le dimissioni della giunta di centro-destra.

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Un anno e mezzo fa molti giornali economici nazionali ed europei parlavano della grande crescita economica di Spagna e Grecia,soprattutto per quanto riguarda il Pil procapite a discapito di un’ Italia ormai sprofondata nel declino.

A quasi 2 anni di distanza,la tempesta finanziaria ed economica ha scosso pesantemente Atene e Madrid.

La bolla immobiliare artefice del grande aumento del Pil spagnolo è esplosa,mandando all’aria tutte le prospettive di crescita e di sorpasso sul Belpaese.La disoccupazione nella penisola iberica ha raggiunto il 20%(la più alta d’Europa ) a differenza dell’Italia che è all’8%.E’ inutile dire che il sistema industriale italiano pur avendo tutti i suoi problemi con la concorrenza sleale cinese e l’inevitabile declino degli ultimi 20 anni sia ancora troppo superiore a quello spagnolo e greco,non a caso facciamo parte del G8.

La Grecia invece sta passando un situazione forse ben peggiore a causa dell’elevatissimo debito pubblico circa il 120% del PIL con un deficit che sta schizzando al 12%,il rischio DEFAULT è comunque un ipotesi non remota.

Questi pochi ma significativi dati ci fanno capire che il passaggio di questa grande tempesta economica ed finanziaria ha colpito i paesi industrialmente più deboli,come ad esempio la Gran Bretagna che si è focalizzata troppo con le grandi rendite finanziarie della City lasciando inerme il debole settore manifatturiero.

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Obama sotto la pressione del Pentagono ha deciso di inviare altri 30.000 soldati nel buco nero Afghano arrivando a quota 100.000 effettivi,un sforzo ulteriore di circa 30 miliardi di dollari all’anno,un bel gruzzolo per la prima economia mondiale,soprattutto dopo la grave crisi economica.Gli alti comandi americani richiedono già da molti mesi altre forze in campo,non è difficile intuire che i falchi di Washington abbiano ancora molto carte da giocare.

Il Presidente Usa ha richiesto però un ulteriore sforzo dagli alleati europei,soprattutto alle maggiori potenze regionali ovvero Italia,Francia e Germania che hanno già sul campo più di 10.000 soldati.I più riluttanti ad aiutare gli yankee sono i francesi,il Presidente Sarkozy ha avuto un colloquio telefonico con Obama,dove ha specificato di non volere mandare un soldato in più degli oltre 3.500 già schierati.Il francese si sente snobbato da questa amministazione e pretende maggior coinvolgimento,di certo i freddi rapporti tra i due presidenti non aiuteranno un compromesso.Parigi è spesso accusata di leziosità in campo strategico senza poi fornire i mezzi e soldati richiesti.

In tal senso si può inserire Roma,forse l’alleato più fedele degli americani,gli italiani hanno circa 3.000 soldati sul campo,la richiesta di 1.500 è ovviamente fattibile,il problema sarà trovare le risorse necessarie.I generali americani ritengono molto valide le forze armate italiane,soprattutto i Carabinieri per le loro capacità di addestamento e sorveglianza.Anche le forze speciali come il Col Moschin hanno stupito i comandi americani.

Frattini dovrà sfruttare questa situzione e dimostrare agli yankee che l’Italia è presente nei momenti di necessità,soprattutto per potersi inserire nel 5+1(Stati Uniti, Cina, Russia, Francia e Gran Bretagna, più la Germania) che tratta la questione del nucleare iraniano dove l’Italia è stata esclusa.

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