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Posts Tagged ‘accordo libia italia petrolio’

 

E’ ormai chiara e lampante la strategia di Parigi. I francesi sono stati i primi a bombardare la nostra ex colonia libica con i suoi caccia RAFALE  e i primi a riconoscere il fronte dei ribelli. Sarkò giustamente vuole porsi in prima posizione per un nuovo governo post-raiss ed essere in prima linea per i probabili nuovi contratti negli appalti dei giganteschi pozzi petroliferi libici in mano prevalentmente al colosso italiano ENI.

La strategia italiana appare scorbutica e piena di incoerenza, infatti si passa dal famoso baciamano di Berlusconi al Raiss, ai bombardamenti dei nostri Tornado alle postazioni radar libiche. La posizione del governo di Roma sembra essere di secondo piano visto che la catena di comando verrà affidata a Londra e a Parigi, relegando l’Italia di fatto a partner di serie B e tenuta fuori dalle decisioni cruciali. Anche i britannici sembrano molto lucidi nel perseguire la scia della Francia, il falco conservatore Cameron ha già spedito da un mese un centinaio di uomini dei reparti speciali SAS con il compito di guidare la rivolta di Bengasi.

Prevedibile la decisione della Germania, visto anche il suo difficile passato Berlino non può permettersi di inviare i suoi caccia a bombardare a casaccio il Nord-Africa senza una reale interesse ma anzi ha fiutato un probabile impantanamento della missione. I dubbi del Reichstag sono condivisibili, dopo i raid che succederà? Il raiss si farà da parte? Non credo proprio. Fonti dell’esercito italiano spiegano che neutralizzare le postazione radar non servirà certo a impedire ai miliziani del Raiss le continue scorribande nella Cirenaica.

Insomma l’Italia si è trovata costretta ad aderire a questa coalizione a guida franco-brittanica per guardare da vicino l’evolversi della situazione ma anche per il suo passato di potenza coloniale e gli innumerevoli interessi economici. Chi per ora sembra perdere in questa partita sembra essere solo Roma, forse l’unica capitale che avrebbe dovuto guidare la coalizione, ma come sappiamo Berlusconi ha altro a cui pensare.

[Nella foto la portaerei a propulsione nucleare Charles de Gaulle della Marina militare francese]

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berlusconi gheddafi

Oggi il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è volato a Sirte dove  il Parlamente Libico ha ratificato l’  accordo di amicizia e cooperazione tra Italia e Libia.

Il Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione tra Italia e Libia, approvato in via definitiva dal Parlamento del Paese nordafricano, chiude un lungo capitolo di contenziosi tra Roma e Tripoli. Ecco i punti principali dell’accordo:
– L’Italia si impegna a realizzare «progetti infrastrutturali di base» nei limiti di una spesa di 5 miliardi di dollari (per un importo annuale di 250 milioni di dollari in 20 anni).
– Roma si impegna anche a realizzare alcune «iniziative speciali», quali la costruzione di 200 unità abitative, l’assegnazione di borse di studio universitarie e postuniversitarie a 100 studenti libici.
– I due Paesi collaboreranno nella lotta al terrorismo, alla criminalità organizzata, al traffico di stupefacenti, all’immigrazione clandestina: le due parti promuoveranno la realizzazione di un sistema di controllo delle frontiere terrestri libiche.
– La Libia si impegna ad abrogare tutti i provvedimenti e le norme che impongono vincoli o limiti alle imprese italiane operanti in Libia e a concedere visti di ingresso ai cittadini espulsi nel 1970.
– Italia e Libia collaboreranno nel settore della difesa, «prevedendo la finalizzazione di specifici accordi relativi allo scambio di missioni tecniche e di informazioni militari, nonchè lo svolgimento di manovre congiunte».
Le due parti si impegnano a favorire il rafforzamento del partenariato nel settore energetico.

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