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La crisi europea è lontana da essere risolta. I continui tentennamenti
franco-tedeschi degli ultimi anni della coppia Merkozy per una
soluzione rapida alla deriva greca hanno portato ad un deterioramento
ulteriore del contesto europeo. In Italia la disoccupazione balza al
10%, la Spagna lacerata dalla bolla edilizia ha il 25% di popolazione
senza lavoro, oltre ad avere Bankia (la quarta banca nazionale)
ridotta ad un colabrodo e parzialmente nazionalizzata da Madrid, alla
quale serviranno altri 15 miliardi di euro per essere “ripulita”. La
recessione economica ha ovviamente colpito la famigerata “stalla” dei
PIIGS ma ha anche investito l’ortodossa Olanda, capofila con la
Germania del rigore dei conti pubblici. Non sta bene nemmeno la
Francia che ha un deficit fuori controllo oltre il 4,5 %, nettamente
peggiore di quello italiano che si attesta al 2%, per non parlare
della crescita zero del PIL. In questo nefasto contesto risplende la
Germania e la sua cancelleria Angela Merkel, che stanno approfittando
intelligentemente della crisi. Infatti con la crisi finanziaria ed
economica del paesi dell’Europa del sud, la maggior parte dei capitali
stanno emigrando verso il porto sicuro di Berlino, portando di
conseguenza i tassi di interesse dei Bund vicino allo 0. Questo vuol
dire per uno Stato rifinanziarsi a costo zero, e poter spingere la
così odiata spesa pubblica con costi irrisori. Qualsiasi investimento
a livello privato o pubblico non costerà praticamente niente, e i
tassi dei mutui saranno ridicoli. Un bel vantaggio no?
Perchè mai le autorità tedesche dovrebbero scardinare questa
favorevole situazione?
E come se la Germania fosse un grande buco nero che inghiotte
avidamente tutto il capitale dei paesi europei in difficoltà, ed è per
questo che Mario Draghi ha disposto due LTRO (Longer Term Refinancing
Operation) da 489,19 e 529,13 miliardi di euro per poter rifinanziare
le banche europee in carenza di liquidità. L’intenzione del presidente
della BCE oltre che dare ossigeno agli istituti bancari è quella di
finanziare l’economia reale, anche se non si vedono per ora gran
risultati, infatti le maggiori banche spagnole o italiane hanno
preferito comprare titoli di stato nazionali. Alla Germania manca un
leader capace di avere una visione europea più ampia e non nazionale
come sta facendo Angela Merkel, abbiamo un disperato bisogno di un
Kohl o di un Adenauer fautori e padri dell’Europa e dell’euro che
possa amplificare l’integrazione europea portandola da solo monetaria
anche politica, da qui la necessità impellente di attuare gli
eurobond. Le responsabilità di Berlino per la situazione attuale sono
enormi, e pochi in Germania se ne sono resi conto. Un conto è l’uscita
della Grecia dall’euro che equivale al PIL della provincia di Vicenza,
ma dopo essa vengono giganti come l’Italia, che pur avendo i suoi
difetti ha un economia molto grande e soprattutto un debito pazzesco,
capace di sconquassare tutto il mondo finanziario. Non è neanche
nell’interesse tedesco far uscire l’Italia dall’euro, come ha spiegato
il Presidente del Consiglio Monti, un ritorno alla lira dell’Italia
sarebbe un gran fardello per l’esportazioni tedesche. E’ come se in
Europa nascesse una piccola Cina ma con un appeal dei prodotti mille
volte superiore.
Purtroppo nella storia della Germania la prepotenza non ha mai giovato
ma ha creato solo dei gran disastri, la corda si sta spezzando.

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