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Posts Tagged ‘spazio phoenix mars lander’

Ieri notte incuriosito dalla notizia che la sonda americana Phoenix era in procinto di approdare su Marte(precisamente alle 1.53 ora italiana del 26maggio) ho visitato immediatamente il sito della Nasa nel quale speravo di trovare maggiori dettagli o addirittura la diretta dal Jet Propulsion Laboratory di Pasadena(California) della Nasa;per mia fortuna da puro appasionato è andata così e a dirvi la verità ero teso quanto loro.
Prima di procedere nella descrizione dell’atterraggio e sull’esito volevo darvi un minimo di nozioni riguardo allo scopo di questa missione,una delle tante della Nasa sul pianeta rosso.
La sonda statunitense ideata anche con l’aiuto dell’Università dell’Arizona ha il compito principale di studiare l’ambiente marziano per verificarne la possibilità di sostenere forme di vita microbiotiche e per studiare l’eventuale presenza di acqua nell’ambiente.
Gli scienziati dell’agenzia spaziale americana hanno scelto infatti di atterrare su una regione del Polo Nord marziano perchè secondo i dati pervenuti dalla varie sonde che orbitano su Marte,esso contiene la maggior concentrazione di acqua ghiacciata al di fuori dei poli.

L’ingresso nell’atmosfera marziana è avvenuto alla velocità di quasi 20.000 km/h; la capsula contenente la sonda è stata dunque frenata prima dall’attrito dell’atmosfera e successivamente dall’apertura di un paracadute. Arrivata alla quota di un chilometro sopra la superficie con una velocità di otto chilometri orari, la sonda si è infine staccata dalla capsula ed ha percorso l’ultimo tratto a velocità costante, sostenuta, come per le precedenti missioni Viking, da un sistema di razzi frenanti che le hanno permesso anche di orientarsi in modo da distendere i pannelli solari in direzione est-ovest, la migliore per ricevere i raggi del sole. L’atterraggio è avvenuto in una regione pianeggiante e sostanzialmente priva di asperità. Dopo pochi minuti la sonda ha disteso i due pannelli solare ed ha inviato verso la Terra le prime immagini dal sito di atterraggio che ora vi farò vedere.



Questa dimostrazione di efficienza tecnologia americana dimostra quando sia ancora grosso lo strapotere degli Usa in materia aereospaziale e quante risorse abbiano pur portando avanti 2 guerre assai dispendiose nei teatri mediorientali di Iraq e Afghanistan.
Certo anche noi Italiani facciamo la nostra parte con Alenia spazio che ha raccolto ottimi risultati ma i fondi americani sono difficilmente raggungibili e per quanto ne sappia la supremazia americana nell’ esplorazione spaziale durerà ancora per decenni pur assistendo ad un notevole rallentamento della sua economia.Probabilmente ci sarà l’inserimento della Cina come contendente ma ci vorrà tempo visto che la loro tecnologia è ancora molto in ritardo…
Vedremo nei prossimo mesi cosa riuscirà a fare Phoenix nome preso in spunto dalla fenice della mitologia, l’uccello in grado di risorgere dalle proprie ceneri.
Piero Signani

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