La politica estera italiana

febbraio 1, 2010

La politica estera del governo Berlusconi segna un altro successo importante in Israele.E’ indubbio che il Cavaliere pur avendo tutti i suoi difetti ci sappia fare molto bene con i leader stranieri,la sua arte di persuasione è grande e l’accoglienza di Israele all’amico italiano è stata notevole ed unica,visto che mercoledì il Presidente del Consiglio avrà l’onore di parlare alla Knesset,il Parlamento Israeliano.Gli israeliani ovviamente non lasciano niente al caso,e cercheranno in questo vertice governativo di convincere gli italiani a dare un chiaro segnale al regime iraniano,l’interscambio commerciale Iran-Italia è schizzato quasi a 8 miliardi di euro(siamo secondi solo dopo la Germania)  e a Gerusalemme i falchi vogliono sanzioni subito.

Le forze armate israeliane hanno da un pò di tempo nel mirino Teheran e un attacco militare preventivo non è così remoto,il Mossad(Servizio Segreto dello Stato di Israele)avrà sicuramente i suoi uomini infiltrati pronti a dare il via libera all’attacco.

E’ per questo che Benjamin Netanyahu sta sondando le maggiori potenze europee nel tentativo di sfiancare il regime iraniano prima nel settore economico,una guerra con l’Iran sarebbe dura e pericolosa per il calderone mediorientale,non dimentichiamoci che gli iraniani hanno rafforzato molto il suo apparato militare restando comunque molto inferiore a quello israeliano che ha capacità di deterrenza nucleare.

La politica estera italiana si sta muovendo molto bene e come ha spiegato il ministro degli esteri Frattini sta dando fastidio a qualche paese europeo rivale,vedi Francia,Gran Bretagna e Germania,irritate da una vitalità diplomatica italiana inaspettata.I rapporti privilegiati con i russi e gli americani sono i cardini della nostra politica estera,come stanno a dimostrare i continui segni di affetto arrivati da Mosca e da Washington,è indubbio che il peso dell’Italia nello scacchiere del Mediterraneo sia ancora notevole,un paese di 60 milioni di abitanti e con un economia che ha appena superato quella inglese si deve tener conto per forza.

L’obiettivo principale della diplomazia di Roma è entrare a far parte del dossier iraniano,e al vertice di Londra Frattini ha potuto constatare i primi risultati essendo stato invitato dal Segretario di Stato Usa Hillary Clinton ad un vertice ristretto dei 5+1 ovvero Stati Uniti, Cina, Russia, Francia e Gran Bretagna, più la Germania.

Questi risultati stanno dando molti fastidio alle maggiori cancellerie europee,nel futuro dovremo aspettarci possibili sgambetti.


Gli USA e l’Italia ad HAITI,altri interessi in gioco

gennaio 25, 2010

Subito dopo il terribile terremoto che ha colpito il povero stato caraibico ho pensato immediatamente ad un imminente impegno yankee vista la vicinanza geografica e gli interessi geopolitici degli americani,non dimentichiamoci che Cuba è vicina per non parlare della Venezuela di Chavez sempre ostile agli interessi USA.

Ammassare migliaia di soldati e inviare decine di navi da guerra tra cui la portaerei nucleare USS Carl Vinson da 100.000 tonnellate è alquanto ambiguo e vuol far capire al mondo che gli USA sono ancora la prima potenza militare ed economica al mondo e possono spostare a piacimento migliaia e migliaia di uomini dove e quando vogliono.Haiti ex colonia francese è un paese senza governo e istituzioni e l’operato americano ha dato molto fastidio a Parigi che vuole ostinatamente mantenere la sua influenza nelle sue ex colonie.

L’operato italiano è anche esso molto ambiguo,inviare la portaerei Cavour è un fatto molto strano visto che l’operazione è stata finanziata dalla Fincantieri,Finmeccanica ed Eni e coadiuvata con il Brasile.E’ molto probabile che i brasiliani intenti a sviluppare il loro apparato militare per aumentare il loro peso nel sud-america voglia dare un’ occhiata alla nostra ammiraglia e ai mezzi blindati Lince,questo può spiegare il perchè del finanziamento privato alla missione.

Bertolaso ha criticato ampiamente il lavoro svolto dagli americani denunciando le troppe stellette sul campo e il poco coordinamento ricevendo subito dopo la stizzita replica del Segretario di Stato Usa  Hilary Clinton che ha declinato le accuse come polemiche da bar dello sport.La Clinton ha inoltre apprezzato molto l’invio della nostra unità navale e il nostro aiuto alla popolazione di Haiti.

Penso che Bertolaso abbia capito immediatamente che ad Haiti ci siano altri interessi in gioco e non solo l’aiuto di quella povera gente, come sempre queste ghiotte occasioni non vengono lasciate al caso dalla Central Intelligence Agency.


La mano invisibile della ‘Ndrangheta

gennaio 10, 2010

Quello che sta succedendo a Rosarno nella lontana e profonda Calabria colpisce tutti,ma non può essere derubricato come un solo problema di immigrazione clandestina.

Lo Stato nel sud-Italia fatica ad essere presente con le sue istituzioni già a partire dall’Unità di Italia nel lontano 1861,i notabili piemontesi non avevano preventivato di governare quelle lontane lande del sud economicamente e socialmente diverse,fu Garibaldi con la sua spedizione ad unificare il Regno delle due Sicilie al Regno Italico in contrasto quindi con la volontà di Cavour di non andare oltre Roma.

Cavour però sapeva benissimo che sfidare Garibaldi non sarebbe stata una mossa astuta, infatti nel 1860 scrisse una lettera a Costantino Nigra dichiarando:

« Se domani entrassi in lotta con Garibaldi, potrei avere in mio favore la maggioranza dei vecchi diplomatici, ma l’opinione pubblica europea sarebbe contro di me e l’opinione pubblica avrebbe ragione, poiché Garibaldi ha reso all’Italia il più grande dei servigi che un uomo potesse renderle: ha dato agli Italiani la fiducia in se stessi»

L’unificazione avvenne ma i problemi di conciliare realtà così diverse rimasero.

Di lui scrisse Montanelli: “Solo dopo l’unificazione, Cavour scese a visitare Bologna, Firenze e Pisa, ma oltre l’Arno non andò mai. E al ritorno disse al suo segretario: “Meno male che abbiamo fatto l’Italia prima di conoscerla”.

Utilizzo questo excursus storico per far capire che i problemi italiani nascono maggiormente al sud proprio perchè lo Stato non è riuscito a penetrare direttamente nel tessuto sociale, lasciando spazio ad organizzazioni criminali come mafia,’ndrangheta,camorra che funzionano come Stati paralleli che fanno da intermediari con la popolazione civile.

Le rivolte degli immigrati a Rosarno avvengono chissà per quale motivo subito dopo l’invio da parte del Governo di uomini e mezzi a Reggio Calabria per contrastare  la famigerata ‘Ndrangheta,definita da Julie Tingwall “Invisibile,come l’altra faccia della Luna“.

Avevo già parlato del problema delle mafie al sud in un vecchio post (Al Sud lo Stato sono le mafie,l’unica soluzione è il federalismo fiscale) e sono sempre più convinto che finchè lo Stato non sarà presente massicciamente nel sud-italia estirpando seriamente la criminalità organizzata,il Belpaese non sarà mai veramente unito, dando ragione quindi alla idea iniziale di Cavour.


Il sacrificio della DECIMA MAS

gennaio 4, 2010

La Flottiglia MAS fu un’unità speciale della Regia Marina italiana, il cui nome è legato a numerose imprese belliche di assalto, incursione o guerra insidiosa.

Non avevo mai parlato di questa gloriosa unità e passati ormai più di 60 anni dalla fine dell’ultima guerra mondiale penso sia giusto ricordare la loro audacia e fedeltà che ha tenuto alto l’onore italiano.

Fu l’unica unità che mise in seria difficoltà la Royal Navy nei vari attacchi compiuti da Alessandria d’Egitto a Malta.

Il giudizio di Winston Churchill riguardo ai nostri uomini fu laconico,dichiarando esplicitamente che :

« …sei Italiani equipaggiati con materiali di costo irrisorio hanno fatto vacillare l’equilibrio militare in Mediterraneo a vantaggio dell’Asse. »

Il comandate della Decima Mas fu Junio Valerio Borghese che mai abbandonò l’alleanza con i tedeschi respingendo con audacia i partigiani titini nell’est del nord Italia salvando migliaia di italiani dalla ferocia comunista caratterizzata dalla strage delle foibe.

« In ogni guerra, la questione di fondo non è tanto di vincere o di perdere, di vivere o di morire; ma di come si vince, di come si perde, di come si vive, di come si muore. Una guerra si può perdere, ma con dignità e lealtà. La resa ed il tradimento bollano per secoli un popolo davanti al mondo. »

(Junio Valerio Borghese)


Un gesto molto pericoloso

dicembre 14, 2009

Quello che è successo ieri a Milano è un precedente molto pericoloso per la tenuta del tessuto sociale italiano,sempre molto instabile politicamente.

L’Italia ha vissuto già i difficili anni di piombo e la cosiddetta “strategia della tensione” e fatti come quelli di eri rischiano di alimentare un focolaio già molto ampio,la contrapposiozione tra berlusconiani e non può sicuramente radicalizzarsi pericolosamente.Vivendo in un decennio dove la comunicazione avviene ormai nella rete in modo instantaneo non è difficile notare frasi di odio e di violenza che possono aizzare gli animi anche nelle piazze e nelle città,quindi nella vita reale.

Difficile è capire certi dirigenti di sinistra come la Bindi o Di Pietro che godono di un gesto folle compiuto da un  “ominide decerebrato“,il bello che tutto ciò andrà a favore di Berlusconi radicalizzando ancora di più il suo sostegno.

Spero vivamente che il clima si rassereni il più presto possibile,ma penso che questo episodio avrà strascichi nel futuro.


Berlusconi è accerchiato

dicembre 10, 2009

Ormai la situzione per il Cavaliere si mette difficile pur avendo la più grande maggioranza parlamentare dopo la prima guerra mondiale,la pressione  giusta o non giusta che sia da parte della magistratura sta facendo saltare i nervi al numero uno di Palazzo Chigi.

L’attacco agli organi di garanzia come la Corte Costituzionale o il Capo dello Stato sono esagerati e ci fanno capire quanto sia delicata la situazione in questo momento.E’ inutile essere ipocriti,tutti sanno che una parte della magistratura abbia grosse correnti “rosse”che in un certo senso si “dilettano” a fare politica,ma perdere la fiducia verso la giustizia sarebbe perdere la fiducia verso tutto il sistema democratico italiano,sudato e voluto dai nostri padri costituenti.

Berlusconi dovrebbe giocare d’astuzia e lanciare meno esilaranti proclami che creano solo scompiglio nella vita politica e quindi nella cosa pubblica distogliendo l’attenzione verso i veri problemi dell’Italia,ovvero il progresso del paese in termini economici e sociali.

Al congresso del PPE il premier ha attaccato duramente gli organi di garanzia lasciando un pò stupefatti i suoi colleghi europei non abiutuati allo scompiglio quotidiano di un paese come l’Italia.Sono convinto che certi problemi non debbano essere discussi in sede europea ma debbano rimanere in Italia,si rischia solo di danneggiare l’immagine del nostro paese.In questa fase del percorso politico italiano sono daccordo con Gianfranco Fini quando cerca di frenare certi attacchi esagerati alle istuzioni,anche se su altri temi caldi come l’ immigrazione mi trova totalmente in disaccordo.

Per quanto riguarda le dichiarazioni del pentito mafioso Spatuzza aspetterei a dare dei giudizi,sarà la magistratura a fare il suo lavoro e potremo così elaborare delle osservazioni.

E’ importante però guardare i fatti,ovvero il contrasto alle mafie attuato da questo governo,la più ardua e più audace repressione mai fatta dopo il Fascismo.

Ecco un pò di dati :

21 dei 30 latitanti più pericolosi sono ora in carcere.

Sono stati inoltre arrestati 299 latitanti (+83%), confiscati 2.942 beni per un valore di 1,8 miliardi di euro (+328%), mentre i beni sequestrati sono stati oltre 11 mila, per un valore di 6,2 miliardi di euro (+71%). I comuni sciolti per infiltrazioni mafiose sono stati tredici: manca all’appello quello di Fondi, richiesto dal ministro Maroni, ma scongiurato con le dimissioni della giunta di centro-destra.


Spagna e Grecia, da lepri a gamberi

dicembre 9, 2009

Un anno e mezzo fa molti giornali economici nazionali ed europei parlavano della grande crescita economica di Spagna e Grecia,soprattutto per quanto riguarda il Pil procapite a discapito di un’ Italia ormai sprofondata nel declino.

A quasi 2 anni di distanza,la tempesta finanziaria ed economica ha scosso pesantemente Atene e Madrid.

La bolla immobiliare artefice del grande aumento del Pil spagnolo è esplosa,mandando all’aria tutte le prospettive di crescita e di sorpasso sul Belpaese.La disoccupazione nella penisola iberica ha raggiunto il 20%(la più alta d’Europa ) a differenza dell’Italia che è all’8%.E’ inutile dire che il sistema industriale italiano pur avendo tutti i suoi problemi con la concorrenza sleale cinese e l’inevitabile declino degli ultimi 20 anni sia ancora troppo superiore a quello spagnolo e greco,non a caso facciamo parte del G8.

La Grecia invece sta passando un situazione forse ben peggiore a causa dell’elevatissimo debito pubblico circa il 120% del PIL con un deficit che sta schizzando al 12%,il rischio DEFAULT è comunque un ipotesi non remota.

Questi pochi ma significativi dati ci fanno capire che il passaggio di questa grande tempesta economica ed finanziaria ha colpito i paesi industrialmente più deboli,come ad esempio la Gran Bretagna che si è focalizzata troppo con le grandi rendite finanziarie della City lasciando inerme il debole settore manifatturiero.


I malumori di Parigi aiutano Roma

dicembre 2, 2009

Obama sotto la pressione del Pentagono ha deciso di inviare altri 30.000 soldati nel buco nero Afghano arrivando a quota 100.000 effettivi,un sforzo ulteriore di circa 30 miliardi di dollari all’anno,un bel gruzzolo per la prima economia mondiale,soprattutto dopo la grave crisi economica.Gli alti comandi americani richiedono già da molti mesi altre forze in campo,non è difficile intuire che i falchi di Washington abbiano ancora molto carte da giocare.

Il Presidente Usa ha richiesto però un ulteriore sforzo dagli alleati europei,soprattutto alle maggiori potenze regionali ovvero Italia,Francia e Germania che hanno già sul campo più di 10.000 soldati.I più riluttanti ad aiutare gli yankee sono i francesi,il Presidente Sarkozy ha avuto un colloquio telefonico con Obama,dove ha specificato di non volere mandare un soldato in più degli oltre 3.500 già schierati.Il francese si sente snobbato da questa amministazione e pretende maggior coinvolgimento,di certo i freddi rapporti tra i due presidenti non aiuteranno un compromesso.Parigi è spesso accusata di leziosità in campo strategico senza poi fornire i mezzi e soldati richiesti.

In tal senso si può inserire Roma,forse l’alleato più fedele degli americani,gli italiani hanno circa 3.000 soldati sul campo,la richiesta di 1.500 è ovviamente fattibile,il problema sarà trovare le risorse necessarie.I generali americani ritengono molto valide le forze armate italiane,soprattutto i Carabinieri per le loro capacità di addestamento e sorveglianza.Anche le forze speciali come il Col Moschin hanno stupito i comandi americani.

Frattini dovrà sfruttare questa situzione e dimostrare agli yankee che l’Italia è presente nei momenti di necessità,soprattutto per potersi inserire nel 5+1(Stati Uniti, Cina, Russia, Francia e Gran Bretagna, più la Germania) che tratta la questione del nucleare iraniano dove l’Italia è stata esclusa.


Il Tricolore non si tocca

novembre 30, 2009

Non potevo non spendere 2 parole a riguardo della proposta leghista,ovvero aggiungere la croce sul nostro amato Tricolore.Credo che la proposta sia assolutamente provocatoria.

Prima di tutto l’articolo 12 della nostra Costituzione parla chiaro :

“La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.”

Sono convinto che la croce debba restare dentro le chiese e non essere utilizzata come mezzo di lotta politica o religiosa,servirebbe solo per aizzare gli animi dei fondamentalisti islamici sul nostro territorio e nel mondo.Lo Stato deve essere laico,abbiamo già la grande influenza del Vaticano che “mina” la libertà di coscienza in molti temi delicati.Molte volte la Lega le spara grosse,dimostrando poco rispetto verso una bandiera quella Italiana alla quale molte giovani vite hanno dato la vita dal 1861 ad oggi, e poca conoscenza della storia.Lo Stato e la chiesa sono entità differenti e come tali devono restare indipendenti l’una dall’altra,l’unione anche simbolica di queste entità può decretare la fine della laicità dello Stato,soprattutto in un paese come l’Italia dove gli equilibri sono alquanto precari.


Un Bersani inesistente

novembre 24, 2009

E’ passato un mese dall’elezione di Pierluigi Bersani a segretario del Partito Democratico e la linea politica del partito è rimasta la solita,caratterizzata dai soliti litigi interni fra ex democristiani ed ex comunisti,gli elementi di accordo fra le parti sono limitati a temi di rilevanza minima.Non metto in dubbio che l’idea iniziale di creare un partito riformista mi abbia entusiasmato e non poco soprattutto per il bene e il futuro dell’Italia al quale manca una vera sinistra riformista e lontana quindi dalla vecchia ideologia comunista.

Ma mettere daccordo democristiani e la vecchia nomenclatura comunista non è cosa così semplice,ne sanno qualcosa Veltroni e Franceschini,falciati dalla macchina da guerra Berlusconiana e dal baffino D’Alema il vero traghettatore e comandante in capo del PD.

Bersani sta scegliendo un profilo basso,spera di vedere implodere la maggioranza in questi mesi caldi,fra crisi economica e riforma della giustizia,cerca in qualche modo di fare “tombola”senza muovere un dito.Il più attivo nel contrastare la potenza mediatica Berlusconiana è sicuramente il “Trebbiatore” Di Pietro,che ha indetto una manifestazione anti-Berlusconi che credo servirà solo ad aizzare gli animi e nient’altro.

Insomma intravedo mesi difficili per l’ex comunista piacentino,non si sa bene come abbia placato gli animi dei democristiani dopo l’uscita di Rutelli,e soprattutto dopo lo smacco del PSE che ha preferito nominare una certa Lady Ashton ad alto rappresentante per la politica estera europea.

Non è difficile intuire che il peso del PD in Europa sia uguale a 0.