
Ormai la situzione per il Cavaliere si mette difficile pur avendo la più grande maggioranza parlamentare dopo la prima guerra mondiale,la pressione giusta o non giusta che sia da parte della magistratura sta facendo saltare i nervi al numero uno di Palazzo Chigi.
L’attacco agli organi di garanzia come la Corte Costituzionale o il Capo dello Stato sono esagerati e ci fanno capire quanto sia delicata la situazione in questo momento.E’ inutile essere ipocriti,tutti sanno che una parte della magistratura abbia grosse correnti “rosse”che in un certo senso si “dilettano” a fare politica,ma perdere la fiducia verso la giustizia sarebbe perdere la fiducia verso tutto il sistema democratico italiano,sudato e voluto dai nostri padri costituenti.
Berlusconi dovrebbe giocare d’astuzia e lanciare meno esilaranti proclami che creano solo scompiglio nella vita politica e quindi nella cosa pubblica distogliendo l’attenzione verso i veri problemi dell’Italia,ovvero il progresso del paese in termini economici e sociali.
Al congresso del PPE il premier ha attaccato duramente gli organi di garanzia lasciando un pò stupefatti i suoi colleghi europei non abiutuati allo scompiglio quotidiano di un paese come l’Italia.Sono convinto che certi problemi non debbano essere discussi in sede europea ma debbano rimanere in Italia,si rischia solo di danneggiare l’immagine del nostro paese.In questa fase del percorso politico italiano sono daccordo con Gianfranco Fini quando cerca di frenare certi attacchi esagerati alle istuzioni,anche se su altri temi caldi come l’ immigrazione mi trova totalmente in disaccordo.
Per quanto riguarda le dichiarazioni del pentito mafioso Spatuzza aspetterei a dare dei giudizi,sarà la magistratura a fare il suo lavoro e potremo così elaborare delle osservazioni.
E’ importante però guardare i fatti,ovvero il contrasto alle mafie attuato da questo governo,la più ardua e più audace repressione mai fatta dopo il Fascismo.
Ecco un pò di dati :
21 dei 30 latitanti più pericolosi sono ora in carcere.
Sono stati inoltre arrestati 299 latitanti (+83%), confiscati 2.942 beni per un valore di 1,8 miliardi di euro (+328%), mentre i beni sequestrati sono stati oltre 11 mila, per un valore di 6,2 miliardi di euro (+71%). I comuni sciolti per infiltrazioni mafiose sono stati tredici: manca all’appello quello di Fondi, richiesto dal ministro Maroni, ma scongiurato con le dimissioni della giunta di centro-destra.